Lo squalificato di Osamu Dazai “Per me le prostitute non erano né donne ne esseri umani: piuttosto delle pazze scriteriate, tra le cui braccia ritrovavo però la serenità e mi abbandonavo a sonni ristoratori. Talmente prive di qualsiasi ambizione da fare tristezza, tutte. Per questo, forse percependo una certa affinità con me, si dimostravano affettuose senza essere soffocanti. Un affetto privo di secondi fini o calcolo, un affetto verso qualcuno che probabilmente non avrebbero visto una seconda volta: su quelle puttane folli e scellerate qualche sera mi parve di scorgere aureole di madonne.” Lo squalificato di Osamu Dazai narra una storia di profonda estraniazione con uno sfondo di disprezzo. Il protagonista, Yozo, prova fin da bambino una forte sfiducia verso la società, nei confronti della propria famiglia e di sé stesso, tanto da sentire il bisogno di indossare la maschera della comicità fin da quando ne ha memoria. Questo atteggiamento non fa che aggravare la sua mente già fr...
26-05-26 Stavo avendo un momento di riflessione su quello che è Visionografia per me. Ci tengo a dire che questo profilo è un luogo di pace, ascolto, dubbio, introspezione e soprattutto di non giudizio. La maggior parte dei libri che leggo narra di persone che definirei oblique, non canoniche. Parlano di cose che spesso sono lontane da me o che non condivido, oppure che non ho vissuto e che molto probabilmente non vivrò mai, dalle quali però riesco a trarre spunti su come affrontare la mia, di vita. Gli autori decidono di descrivere le loro idee, le loro riflessioni, il proprio vissuto, in un modo che appartiene a loro e a loro soltanto. Non credo che tutti possano essere scrittori, ma sono convinta che ognuno di noi abbia una storia da raccontare in qualche modo, o perlomeno ognuno di noi ha una storia che dovrebbe essere rappresentata da qualcuno in grado di farlo. Sento il sincero bisogno di leggere quanto più lontano da me per capire come non farmi sovrastare dalla negatività, dal ...