26-05-26
Stavo avendo un momento di riflessione su quello che è Visionografia per me.
Ci tengo a dire che questo profilo è un luogo di pace, ascolto, dubbio, introspezione e soprattutto di non giudizio.
La maggior parte dei libri che leggo narra di persone che definirei oblique, non canoniche.
Parlano di cose che spesso sono lontane da me o che non condivido, oppure che non ho vissuto e che molto probabilmente non vivrò mai, dalle quali però riesco a trarre spunti su come affrontare la mia, di vita.
Gli autori decidono di descrivere le loro idee, le loro riflessioni, il proprio vissuto, in un modo che appartiene a loro e a loro soltanto.
Non credo che tutti possano essere scrittori, ma sono convinta che ognuno di noi abbia una storia da raccontare in qualche modo, o perlomeno ognuno di noi ha una storia che dovrebbe essere rappresentata da qualcuno in grado di farlo.
Sento il sincero bisogno di leggere quanto più lontano da me per capire come non farmi sovrastare dalla negatività, dal disagio di questo mondo e di questa società, mentre la fotografia per me è sempre stata uno strumento di avvicinamento.
Tutto ciò per me è un percorso di unione e sono contenta che ci siano persone, che conosco e non, che mi stanno supportando in ciò.
Credo che per nessuno sia semplice navigare in quello che sono le acque odierne, ma perlomeno i libri ci fanno capire che non siamo mai stati soli.
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