Libri contro sigarette di George Orwell
“Ma se le mie ipotesi si avvicinano in qualche misura ai
dati reali, non è un primato di cui andar fieri, per un Paese che si approssima
al cento percento di alfabetizzazione e in cui il cittadino medio spende in
sigarette più di quanto un contadino indiano per il proprio completo
sostentamento. E se il nostro consumo di libri rimane basso come è stato,
almeno lasciateci dire che è perché leggere è un passatempo meno eccitante
rispetto alle corse dei cani, al cinema o al pub, e non perché i libri, comprati
o presi in prestito, sono troppo costosi.“
Libri contro Sigarette di George Orwell é un libretto piccolo, a malapena 120 pagine, tradotto da Carola Palmeri. L’ho comprato il 21 gennaio in una libreria storica (credo) di Pisa. Quando l’ho scelto la libraia mi ha sorriso.
Devo dire che l’ho bevuto ‘sto libro. Io sono una persona che solitamente si prende il proprio tempo per dedicarsi alla lettura (tanto che alcuni libri sono ancora letti per metà anche dopo anni) ma George Orwell ha ‘sta capacità innata di farsi odiare o farsi amare subito, e io a Orwell direi che gli voglio un gran bene.
Questo libro per me è stato come leggere cosa passava per la testa di Orwell e direi che mi ha lasciato scorgere un tratto della sua vita e delle sue riflessioni. É un lettura molto più personale anche se con molti tratti politici, tipici di Eric Arthur Blair.
L’ho letto rapidamente, sul treno e con i rumori della
quotidianità.
Mi è piaciuto tanto.

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